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18 Novembre 2018
 
  Sezione CAI di RIETI (RI)


 

Anno di fondazione 1933

Indirizzo: Via S. Picerli, 59
Località: Rieti (RI)
CAP: 02100
Telefono: 0746.496055
FAX: 0746.496055
Email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Web: www.cairieti.it

Presidente: Quadruccio Giuseppe

Orari di apertura: mecoledì e venerdì dalle 19:00 lle 20:00
 
Sottosezione: Poggio Mirteto
 
     Per il programma sezionale collegati al sito web della sezione
 Info
     
Le origini del CAI di Rieti

Siamo negli anni Venti. Attorno alla figura di Domenico Rinaldi, futuro ingegnere minerario presso il Ministero dell’Industria e pioniere del CAI di Rieti, si crea un folto gruppo di reatini appassionati di montagna che condividono con lui lunghe sciate ed escursioni sulle vette del Terminillo e del Gran Sasso.

La fondazione della sezione del CAI di Rieti avviene ufficialmente nel febbraio del 1933, dopo che Rieti era attiva dal 1926 come sottosezione di Roma. Per il raggiungimento dell’autonomia è stato determinante l’appoggio di Angelo Manaresi, sottosegretario presso il Ministro della Guerra e Presidente Nazionale del Club Alpino Italiano. In questi anni originari si afferma anche la figura di Alberto Rinaldi, fratello più giovane di Domenico e presidente attivo e stimato del CAI di Rieti. Domenico Rinaldi, il primo promotore dell’alpinismo reatino e il primo Presidente della sezione (1933-1941).

Numerose da quel momento sono state le gite sociali, i gruppi di villeggianti, gli escursionisti italiani e stranieri che sostano al Rifugio Umberto I al Terminillo, il primo creato sulla cima del Terminilletto nel 1901. Quel rifugio oggi non c’è più ma su quelle spoglie è stato ricostruito fedelmente il rifugio Massimo Rinaldi, dedicato al vescovo “scarpone” zio dei due fratelli. Da rilevare anche la frequentazione delle montagne del Reatino da parte di scienziati e ricercatori, tra questi Carlo Jucci che inizia i suoi studi botanici proprio a Terminillo per conto dell’Università di Pavia, dove nel secondo dopoguerra impianterà il Centro Appenninico di Genetica Vegetale (tutt’ora attivo con l’Università di Perugia).

Le attività riprenderanno faticosamente nei primi anni Cinquanta (nel dopoguerra) e verranno accresciute notevolmente negli Settanta e Ottanta con la creazione del Gruppo Roccia, della squadra di Soccorso Alpino, nella realizzazione di spedizioni extraeuropee, nella creazione di un nuovo rifugio ai piedi del Massiccio del Terminillo e raggiungibile attraverso una comoda strada, il Rifugio Angelo Sebastiani.
     
     

 

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