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21 Novembre 2017

Sportello Amico per sciogliere dubbi, avere eventualmente qualche consiglio o riferimento, esprimere proposte sui percorsi, eventi, progetti CULTURA delle sezioni del CAI.                 

Mai come in questi ultimi anni la pubblicità ambientata in montagna scatena l’immaginario e i desideri. Bisogna però porre un limite a questa cascata compulsiva e spettacolare di immagini di consumo, che alla fine, così velocemente ci sta anestetizzando. Se siamo quindi favoriti nella condivisione di scenari, dobbiamo far passare nell’immagine i valori del CAI. Ma bisogna tener presente che l’orizzonte simbolico è cambiato rispetto alle varie fasi attraversate dal XX secolo. Le sezioni si devono attrezzare in modo creativo anche alla luce delle nuove, imprescindibili linee guida scaturire dal 100° Congresso del CAI di Firenze. Lì c’è davvero una visione. Il CAI capillarmente, in ogni sua realtà sezionale, dovrebbe stabilire un ponte con questa visione. Partecipare alla nuova cultura del CAI non si può limitare a sfogliare la stampa sociale, vuol dire creare valore attraverso dinamiche relazionali, di condivisione di eventi, apprendimenti ed esperienze. “CAI sono anch’io”, potrebbe essere il claim per una campagna comunicativa dopo “la Montagna unisce”.

Far crescere  la sezione vuol dire iniziare con quello che si ha, con le risorse umane a disposizione che però devono avere il gusto di aggiornarsi sulla base dei loro interessi e competenze, anche se l’inizio può essere complicato. E’ un processo, e bisogna essere coraggiosi, crederci, cercando di sondare da un lato le esigenze e i bisogni del proprio territorio, dall’altro portando a tutti noi, consumatori postmoderni di montagne,  emozioni contemporanee, possibilità di partecipare, di condividere e narrare quelle emozioni.  Chi se non noi del CAI siamo oggi chiamati ad una produzione di senso della contemporaneità delle montagne tenendo però fede al principio n. 1 del nostro Statuto?

Per questo ci vuole la cultura che alzi il livello della comunicazione, affinché tutto non resti uno spot pubblicitario o banalizzi la complessità delle attività in montagna e dei valori ad essa collegati riducendola ad un reality ben confezionato, di consumo immediato, ma usa e getta.

riferimento sportello:  Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.  cell. 3487956329

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